Una breve storia del pomodoro in Italia

L'ingresso tardivo del pomodoro nella cucina italiana è in parte spiegato dal fatto che la pianta non è originaria dell'Italia, o dell'Europa del resto. I pomodori proliferavano selvaticamente in Ecuador, Perù e Cile. I Maya e gli Aztechi li modificarono in varietà più grandi e più commestibili.
I pomodori fecero la loro prima comparsa in Europa grazie al conquistatore spagnolo Hernan Cortes, arrivando in Italia nel 1548, dove ricevettero inizialmente un'accoglienza gelida ma curiosa, a causa delle loro qualità insolite. Inizialmente I pomodori erano soprannominati il ‘frutto del diavolo’ per via del loro aspetto rosso e per la convinzione che fossero responsabili di malattie e intossicazioni alimentari.
All'inizio del XVIII secolo, il pomodoro iniziò ad acquisire un significato crescente nella dieta italiana grazie ai mutamenti culturali e delle abitudini alimentari. Si iniziò a scoprire che erano una fonte essenziale di nutrimento, in grado di aiutare la digestione di altri alimenti. Dagli inizi del novecento, il pomodoro divenne rapidamente un simbolo unificante della cucina italiana, che ci distingueva dai vicini francesi e austriaci. La bandiera nazionale italiana, che ha incorporato il rosso come parte del tricolore, ha contribuito a rafforzare il pomodoro come alimento principale nella dieta del nostro Paese. In effetti, molti piatti italiani, sviluppati in questo periodo, incorporarono deliberatamente i colori rosso, bianco e verde come un modo per rafforzare l'orgoglio nazionale. Ad esempio, gli spaghetti al pomodoro, la pizza margherita e l’insalata caprese si basano tutti sul pomodoro, per fornire il rosso nel trio rosso-bianco-verde.

Dove viene coltivato il pomodoro Siccagno?

Il pomodoro Siccagno è coltivato con passione nelle campagne dei comuni di Valledolmo, Sclafani Bagni, Alia Vallelunga e Villalba. Viene coltivato tradizionalmente tra marzo e giugno e raccolto da luglio ad agosto.
In questo territorio le estati sono molto calde e secche, raggiungendo spesso i 40°, e gli inverni sono miti. Questo microclima fa si che le coltivazioni, che per secoli hanno caratterizzato l'economia agricola di questa zona siano di altissima qualità: grano - primo fra tutti timilìa, farro lungo (detto perciasacchi), russello, senatore Cappelli e legumi - la lenticchia di Villalba in particolare, che trova in questa zona il suo territorio di elezione, ma anche fave e ceci.
Ovviamente anche i pomodori risultano tra le eccellenze delle coltivazioni più comuni di questa zona particolare dell’entroterra siciliano. Sono ricchi di potassio e crescono particolarmente dolci, presentano una forma allungata con apice appuntito (detto pizzutello). Alcuni di loro sono coltivati ​​senza irrigazione (nel dialetto locale, siccagni) e con essi si produce un ottimo concentrato, una gustosa passata e pomodori secchi.

Il nome Siccagno deriva appunto dal metodo di coltivazione, che non necessita di irrigazione.

La sua caratteristica particolare consiste nel fatto che esso viene coltivato senza l'utilizzo di acqua. Questa metodologia permette al frutto di presentare proprietà organolettiche eccezionali e un gusto inimitabile. Tutto ciò è possibile grazie alle caratteristiche specifiche del territorio in cui viene coltivato. Il suolo della zona è infatti ricco di argille ed elementi sabbiosi che consentono un'ottima autoregolazione idrica del suolo. Nonostante le elevate temperature estive, il particolare microclima del territorio permette all'aria di mantenere un corretto grado di umidità, adatto alla crescita del pomodoro. Questo tipo di coltivazione riduce al minimo la necessità di utilizzare concimi e somministrare pesticidi per ottenere raccolti abbondanti e proteggerli da agenti esterni.

Le caratteristiche del pomodoro Siccagno

Il pomodoro Siccagno non è una vera specie, esso è infatti un incrocio di diverse varietà locali.
Il frutto è di piccole dimensioni ma le sue proprietà sono molteplici. Il particolare metodo di produzione (coltivazione all’asciutto) infatti permette di avere un basso apporto calorico ma alti livelli di vitamine e antiossidanti, un vero toccasana. La costante esposizione solare restituisce un pomodoro con un apporto calorico molto basso (solo kcal/100g) e ricco di sostanze antiossidanti, come il licopene, il beta carotene (vitamina A) e la vitamina C.
Il pomodoro, generalmente, è uno degli alimenti base della dieta mediterranea: è noto per le sue proprietà curative ed è ampiamente accettato come nemico della vecchiaia e dei radicali liberi nel nostro sistema.
In cucina il pomodoro Siccagno è perfetto per il consumo fresco. Grazie alle sue piccole dimensioni e alla sua consistenza carnosa, è adatto per la preparazione di passata di pomodoro. Il suo gusto dolce e delicato lo rende ottimo per condire la pasta, senza l'aggiunta di sale, conferendo ai piatti il tipico sapore mediterraneo. Il Siccagno è l’ideale anche per preparare pomodori secchi da consumare come antipasto o da aggiungere a gustose ricette.

La Sicilia, scrigno di perle mediterranee

Questo particolare pomodoro nasce nell'entroterra siciliano per soddisfare il consumo familiare.
In passato il Siccagno veniva utilizzato per produrre un ottimo concentrato. Intere famiglie, partecipavano alla raccolta e alla trasformazione. Per fare il concentrato di pomodoro, la passata veniva fatta essiccare al sole su assi di legno. Dopo essere stato rigirato più volte, veniva arrotolato a mano e conservato sott’olio.
La produzione si è aperta solo di recente al mercato, presentando un prodotto davvero eccezionale.
Il pomodoro Siccagno rappresenta un'altra perla di una terra ricca di bellezza e gusto che viene apprezzata in tutto il mondo. L'entroterra siciliano ancora una volta simboleggia uno scrigno di sapori mediterranei. Grazie a territori con microclimi molto differenti l’uno dall’altro e grazie alla cura e la passione per le coltivazioni tradizionali è possibile raccogliere e presentare prodotti di altissima qualità e con caratteristiche uniche. Frutti della terra siciliana che, non solo apportano proprietà benefiche a chi li assaggia e li include nella sua dieta, ma raccontano di storie, di paesaggi e di maestria. La Sicilia è una perla dell’Europa meridionale e i suoi prodotti sono eccellenze apprezzate a livello internazionale, portando con sé il gusto e i vantaggi della dieta mediterranea.

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